La Barca che Vola
March 5th, 2021 10:00 am     A+ | a-
Foto Carlo Borlenghi / Luna Rossa Challenge

Freschi di Luois Vuitton Cup, ci siamo tutti quanti un po' galvanizzati davanti alla nuova imbarcazione Luna Rossa. Chi però tra sè e sè, guardandola e mirandola, non ha pensato "ma quella non è una barca a vela!" ??

Nell'immaginario collettivo all'America's Cup dovrebbero sfrecciare sul mare tradizionali e meravigliose barche a vela comandate da un team di velisti, e se non barche a vela, almeno catamarani.
Questa però non ricorda nè l'una nè l'altra.
Piaccia o non piaccia, tradizione contro innovazione, siamo tutti d'accordo nel pensare che quella che vediamo oggi sia una tipologia di barca del futuro, una barca mai vista prima, una quasi navicella spaziale da mare.


Anche il nome AC75, acronimo di America's Cup 75 piedi (23 metri), dà una sensazione di aerospaziale, ricordando un po' il nome Apollo11.
Sicuramente ciò che oggi fa la differenza nella competizione di vela più conosciuta , importante e longeva al mondo sono: tecnologia, impegno umano e velocità.


Cerchiamo di conoscere un po' di più l'AC75.
Risultato di diverse tecnologie, anni di lavoro e investimenti milionari, l'AC75 è un monoscafo volante, altamente perfomante e sicuro in qualsiasi situazione del mare.
Si parla di barca del futuro, di un futuro che viene dal passato.
La rivoluzione di queste barche risiede infatti in una tecnica resa possibile, sebbene il nome anglosassone, da un'invenzione tutta italiana di fine ottocento: il foil. Il concetto di foiling fu inventato dall'italiano Enrico Forlanini, inventore e pioniere dell'aviazione, il primo a lavorare un sistema di foil dando origine agli idroplani, prototipi degli aliscafi, utlizzati dallo stesso Forlanini per addestrare i piloti aeronautici.
Oggi il foil è sempre un'ala, simile ad una lama ma di un materiale leggerissimo, il carbonio, e sagomata, che appoggiandosi al mare a determinate velocità permette alla barca, priva di bulbo centrale, di sollevarsi.

I foil principali nell'AC75 sono i due bracci basculanti lunghi oltre 5 metri, curvi che terminano con una T, e il timone, anche lui con una configurazione a T.
Quando la barca raggiunge una certa velocità, quasi per magia ma in relatà per scienza, inizia a volare, mentre gli unici a rimanere appoggiate al mare sono appunto i foil, permettendo in condizioni ottimali di raggiungere anche i 50 nodi di velocità.
In tutto questo, fondamentale è il team che guida l'AC75, un team di 11 persone, che come un'orchestra, rende armonioso un lavoro complesso, di forza e di ingegno e soprattutto di squadra.


Se in un futuro non molto lontano sappiamo che il cielo sarà popolato da macchine volanti, oggi possiamo dire con certezza che il mare è già popolato da barche che volano, almeno ad Auckland!
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