
Quando pensiamo a un Easter Egg, il primo pensiero va subito all’uovo di cioccolato e alla caccia al tesoro organizzata a Pasqua.
Ma nel mondo della comunicazione e del marketing digitale, l’Easter Egg è qualcosa di molto diverso — e decisamente più strategico.
Cosa sono gli Easter Egg nel marketing?
Nel marketing, gli Easter Egg sono elementi nascosti, messaggi segreti o contenuti sorprendenti inseriti all’interno di prodotti, siti web, campagne pubblicitarie o software.
Il loro scopo?
- Incuriosire
- Rafforzare il legame con il brand
Il primo Easter Egg della storia è attribuito a Warren Robinett, che nel 1979 nascose i suoi crediti all’interno del videogioco Adventure, anticipando un trend oggi più che mai attuale.
Quali sono i vantaggi degli Easter Egg?
Gli Easter Egg nel marketing offrono numerosi benefici:
1. Aumento dell’engagement - gli utenti si divertono a scoprire contenuti nascosti e spesso li condividono, aumentando la visibilità del brand in modo organico;2. Rafforzamento della brand loyalty - le sorprese creano un legame emotivo, rendendo l’esperienza più umana e personale;
3. Differenziazione nel mercato - in un panorama affollato, i dettagli nascosti mostrano creatività, unicità e attenzione al cliente.
Come integrarli nella strategia di brand.
Sì, tutto molto bello — ma non basta nascondere qualcosa per far funzionare un Easter Egg. Serve strategia.
Ecco tre principi fondamentali:
- Semplicità: se è troppo difficile da trovare o capire, l’utente si scoraggia. Deve essere divertente, non frustrante.
- Valore aggiunto: che sia informativo, ironico o emozionale, deve arricchire l’esperienza utente.
Esempi creativi di Easter Egg nella comunicazione.
Molti brand hanno utilizzato gli Easter Egg per sorprendere il pubblico e stimolare l'interazione.
Haribo – #HuntTheDoubleYolker
Una campagna che sfidava i consumatori a trovare le caramelle con doppio tuorlo e condividerle sui social. Coinvolgente e perfetta per l’engagement.
Spotify – Esperienza Stranger Things
Quando si ascoltava la colonna sonora della serie, l’interfaccia si trasformava nello stile del “Sottosopra”. Un Easter Egg immersivo e perfettamente contestuale.
Taylor Swift – Indizi nascosti
Taylor Swift nasconde indizi nei suoi post social o persino nei suoi look, tenendo sempre viva la conversazione tra i fan.
Coca-Cola – Dettagli subliminali
In uno spot natalizio, il profilo delle bottiglie era nascosto tra le luci della città. Un tocco sottile ma efficace per riconoscere il brand.
Il caso Google
Google ha costruito un intero universo di Easter Egg nel tempo. Eccone alcuni:
- Google Gravity: una schermata in cui tutto "cade" al suolo — provalo qui- I’m feeling curious: mostra curiosità randomiche — scoprilo qui
- Google Doodles: variazioni grafiche del logo per celebrare eventi e personaggi — esplora la galleria
Gli Easter Egg nel marketing sono piccoli dettagli che possono lasciare un impatto duraturo. Sono uno strumento creativo e potente per stimolare la curiosità, aumentare la partecipazione e far parlare di sé.
E tu, hai mai scovato un Easter Egg geniale? Scrivilo nei commenti o condividilo sui nostri social: ci piacerebbe raccogliere i migliori!