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11/02/22

Comunicare attraverso i Font: storia e miti



Parlare di font significa parlare di una parola complessa, sia dal punto di vista etimologico, sia dal punto di vista comunicativo.

Dal punto di vista etimologico, la parola risale al francese medioevale "fonte" che significa fusione; nel tempo il termine è giunto alla lingua italiana in un duplice uso:
- il font, termine che viene utilizzato in ambito informatico;
- la font, utilizzato in ambito tipografico, mantiene il genere femminile dall'assonanza con l'origine francese

Dal punto di vista comunicativo invece la storia del font nasce molti secoli fa.

Fonti autorevoli collocano la nascita al periodo dell'antica Grecia, con l'uso di caratteri lapidari.

Per il vero e proprio carattere tipografico, invece, si deve attendere la fine del medioevo, quando Johannes Gutenberg creò, attorno alla metà del 1400, il primo carattere tipografico: grazie alle sue conoscenze da orafo creò piccoli pezzi di una lega di piombo e stagno che allineati formavano parole, righe e pagine scritte, dando così origine al primo libro stampato, la Bibbia di Gutenberg.

Da qui un susseguirsi di realizzazioni di font, basta citarne alcuni Helvetica, Garamond, Bodoni, Futura, che hanno segnato la storia della comunicazione fino ai giorni nostri.

Comunicare attraverso un font non è cosa semplice perché diverso è l'effetto, che può avere un font rispetto ad un altro, sulla psiche di chi legge.
Il font è una scelta d'identità, è una parte essenziale di ciò che si vuole trasmettere, di un design, dell'immagine di un prodotto, del marchio, e dell'obiettivo che si vuole raggiungere.

Già un primo effetto distintivo lo si ha tra la scelta di un font serif o sans serif:
i font serif si distinguono da quelli sans serif per la presenza delle grazie, ossia abbellimenti delle aste delle lettere consistenti in trattini terminali più o meno complessi. I font serif sono indicati per testi stampati su carta, mentre i font sans-serif sono consigliati per la scrittura di testi da visualizzare a schermo, dove risultano essere più leggibili.

Il termine font racchiude in sè un mondo, ad esempio:
- Comic Sans: un font nato per essere sbagliato, per essere comico, scelto invece per comunicare una delle più grandi scoperte scientifiche, e cioè, annunciare la scoperta epocale del Bosone di Higgs
- Garamond: un font elegante e super leggibile, rivisitato più volte e che Apple sceglie nel 1980 come carattere ufficiale l' Apple Garamond
- Bodoni: come lui stesso, Giambattista Bodoni, amava definire, dotato delle 4 grazie  di regolarità, bellezza, nitidezza, buon gusto. Usato ad esempio per i marchi Vouge, Valentino e la Lancia
- Futura, nel suo nome l'immensità di ciò che trasmette. E' sufficiente dire che la targa lanciata sulla luna nel 1969 dagli astronauti dell'Apollo 11 era incisa in Futura 
- Gotham, un font che esprime modernità e freschezza, non a caso scelto nel 2008 per le presidenziali di Obama


Font, una parola apparentemente semplice ma tanto complessa, con un carico di storia e un significato profondo:
- apparentemente semplice, perché utilizzata quotidianamente e compresa da tutti
- complessa, perchè attraverso un carattere si riesce ad esprimere un modo di essere, un concetto visivo,  indurre alla lettura, allo scoprire, al conoscere
- con un carico di storia, perché ogni font ha la propria storia ed esprime un preciso periodo storico
- significato profondo, perché un'unica parola racchiude una serie completa di caratteri dello stesso tipo, distinti per stile e corpo.

 

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